sabato 17 giugno 2017

... che a volte basta prendere la vita così com'è ...

Torno a scrivere e lo faccio con un post "esteticamente" diverso dal solito, perchè si dividerà a livello tematico e anche proprio visivo in due parti.
La prima, pur avendo valutato l'opportunità di non comprenderla, sento che "devo" mettercela perchè tagliarla via, dopo i post precedenti, sarebbe incoerente, ingiusto ed irrispettoso.
E poi soprattutto perchè mi va di spendere, pur nella difficoltà e nella tristezza del momento, qualche parola per una persona che è stata per me importante e speciale, cercando di farle un piccolissimo e umilissimo omaggio.
Qualche tempo fa gli dedicai la prima metà di un post, questo, ma sicuramente non fu, e non è, abbastanza.
Il secondo blocco di questo mio scritto, invece, racconterà di qualcosa di bello e, sicuramente, più in linea con ciò che io sono solito e amo scrivere, visto che nonostante gli accadimenti negativi sono riuscito a ritagliarmi qualche giorno per stare finalmente bene e in tranquillità dove e con chi volevo essere. E, questo, mi ha aiutato tantissimo, permettendomi di tornare a sentirmi bene dopo tanto tempo e ad affrontare così in modo migliore ciò che, di lì a poco, sarebbe purtroppo accaduto.

E allora, cominciando dall'inizio, è davvero difficile trovare qualcosa di sensato da dire, soprattutto da fare, nel momento in cui non si può più fare nulla: probabilmente bisogna soltanto portare fiori, stringersi ai propri cari e condividere ricordi preziosi, anche se servono soltanto per l’attimo di un sorriso in un deserto di ferite. Ma se i fiori nascono per morire, i ricordi invece sono destinati ad aleggiare in eterno nel vento, e a non esaurirsi mai.
Così realizziamo che i giorni che quei ricordi hanno segnato sono i nostri, e che per questo non è immaginabile una fine: attraverso di noi resteranno sempre, mentre il tempo continua a scorrere ed a segnare le nostre vite.
In questo modo, dentro quel momento in cui è sembrato finire tutto, si celebrerà l’ennesima alba, l’ennesimo inizio. E così, tra qualche tempo, magari a guardarlo, a ripensarci, tutto questo sarà meno doloroso, al pensiero che porta dentro di se il sapore della rinascita. Anche se, ovviamente, adesso crederci sembra impossibile ed accettarlo fa quasi male.
Sono abbastanza grande ormai per sapere che a volte non basta nemmeno l’amore più grande per sconfiggere le "maledizioni". Ed infatti in questa occasione non è bastato. Ma proprio per questo motivo, allora, una ragione ci dovrà pur essere per spiegare tutto. Perché in fondo c’è sempre una ragione. C’è, e anzi spesso è persino evidente.
Chi ama davvero trova la sua ragione di sentire, di amare, anche nelle giornate più nere. E si, razionalmente questo è andare oltre la logica, ma è anche vero che l'amore stesso già di suo la supera, questa logica.
Perchè l'amore è qualcosa di gratuito, di sincero, qualcosa di cui non potresti fare a meno nemmeno volendo. Ed è così tanto difficile dire che cos’è un amore che quasi ci riesci meglio quando stai male, quando hai subito l’ingiustizia, la cattiveria, il dolore.
L’amore è senza calcolo, e la sua forza risiede nel cuore delle persone, nelle loro parole e, a volte, anche nelle loro lacrime. E allora vale la pena di crederci, anche quando tutto sembra scoraggiarti dal farlo.
Ci sarebbero davvero tante altre cose da dire in merito ma realizzo che non serve farlo, perchè questa storia ormai sta direttamente in cielo, non appartiene più a questo mondo e perciò non è il caso di aggiungere ulteriori parole. A parte un "grazie", un "ciao" e un "ti voglio bene e te ne vorrò sempre".

Andando quindi oltre, come è opportuno fare in tutti i sensi anche perchè le difficoltà, prima, erano più di una e l'altra, purtroppo, perdura e va ancora affrontata, veniamo alla seconda parte del post. Che parla di bellezza e grandezza.
Per me la grandezza, quella vera, sta in chi riesce a farsi vedere, ad esserci, anche nei momenti più bui, nelle occasioni più difficili. Magari mostrandosi solo dal buco piccolo, piccolissimo, di una serratura, come fosse un puntino luminoso in una notte oscura e scontata. Un ufo in questi tempi tristi, uno schizzo d’artista.
E il miracolo non è che questo accada dopo milletrecentonove giorni, piuttosto lo è realizzare come lo faccia ogni volta in maniera sempre più forte, capace di stupire per intensità persino gli stessi protagonisti. E lo ha fatto in questi miei ultimissimi giorni, con il riserbo di chi, appunto come un disco volante, attraversa il cielo di notte cercando di non farsi identificare.
Ma passa, c'è, e con quello stesso riserbo mi ha sussurrato le parole perfette. E, credetemi, ha un sapore davvero speciale quello che mi ha lasciato dentro, addosso.
Perciò anche all'ufo, e quindi a Lei, io dico "grazie": grazie per gli abbracci, grazie per le emozioni, grazie per ogni singolo momento trascorso insieme e per... adesso.
Perché si vivono davvero pochi “adesso” nella vita, io invece da quasi quattro anni a questa parte ho avuto la fortuna di collezionarne tanti, ed in ognuno di essi tu ci sei. Tu che alle mie domande dai sempre la più bella delle risposte, che è il tuo sorriso, che è la tua risata.
Roba da filosofi. Ed io filosofo di certo non lo sono, però so quello che sei tu: una persona buona, felice, con gli occhi vivi perchè illuminati dai colori accesi della tua anima e dalla leggerezza della gioventù che incarni perfettamente. Però hai anche un grandissimo peso specifico in te, un non so che di sicuro, che mi dà tranquillità e anche molte certezze. Alcune più che evidenti, altre che lasci invece solo intravedere. Ma sono certe anche quelle certezze.
Ed io, in questo momento più che mai, mi ci aggrappo e affido con piena fiducia e convinzione. In loro come in Te.


Alla prossima... :)

giovedì 1 giugno 2017

Tanto Tempo Fa

Ciao a tutti. Ci ritroviamo dopo circa tre settimane dall'ultimo post e mi pare giusto dare qualche segno di vita, soprattutto perchè i vostri messaggi sono stati tanti, belli e per me importanti, e allora mi sembra il minimo aggiornarvi su quanto accade da queste parti.
E accade che si rimane sostanzialmente ancora in attesa, anche se almeno adesso, FORSE siamo un pochino meno "in allerta" di prima. Che può sembrar poco mentre, invece, è una differenza di una certa rilevanza.
Poi si, mancano altre svariate analisi, diversi risultati, presumibilmente futuri interventi non di poco conto di "sistemazione", però... quantomeno, FORSE (è bene ribadirlo) c'è la possibilità di riportare alla normalità, almeno in parte, qualcosa.
Perciò, su questa base, un pochino meglio di tre settimane fa potrei azzardarmi a dire che va. Sicuramente però mi porto dietro, addosso, proprio in faccia, una stanchezza incredibile, dal momento che, veramente, dallo scorso 26 aprile ad oggi non ho più riposato bene nemmeno un solo giorno, ed in molte occasioni si può anche togliere il "bene" dopo la parola "riposato".
A questa considerazione lego il titolo del post, mi pare davvero trascorsa una vita da prima di quella notte tremenda, da quelle giornate sicuramente impegnate e piene ma non "consumanti" come quelle che si sono materializzate da quel giorno in avanti, in cui i pensieri, le paure e lo stress mi hanno piuttosto logorato.
Il tutto, tra l'altro, mentre ho dovuto portare avanti i miei impegni di sempre, ho infatti presentato la mia sceneggiatura e altri due progetti video non da poco... insomma, non ho potuto nemmeno permettermi il lusso di staccare, almeno, dal resto, anzi ho incontrato un periodo "di fuoco" anche sotto quel punto di vista.
Ah, in mezzo c'è stato anche il mio compleanno, e se già non è mai stato un evento da me amato/atteso particolarmente, viverlo quest'anno così... è stata una vera mazzata. E sono pure diventato allergico a qualcosa che gira ultimamente nell'aria, non mi da tregua e non mi aiuta certo per nulla... :(

Ma sono ancora qua, ho "retto" e oggi siamo a giugno. Questo conta e a questo mi aggrappo adesso, augurandomi che, messo maggio alle spalle, potrò avere un mese più "umano" che mi aiuti a liberarmi dei segni che, inevitabilmente, questo ultimo periodo ha lasciato dentro di me.
In questo senso, qualcosa di programmato tra non troppi giorni da oggi penso potrà rappresentare una vera "manna", dal momento che andrà a riavvolgere il nastro e a ricomporre i pezzi di ciò che sarebbe dovuto avvenire proprio nel periodo in cui scrivevo qui quell'ultimo post. Non so poi se sarà uguale a come sarebbe stato, ma mi piace pensare che potrà esserlo e, magari, regalarmi anche di più.
Soprattutto poi perchè, dopo, avrò tante cose importanti da fare in brevissimo tempo, un percorso da cercare di terminare al meglio, quindi un "jolly" di energia e carica positiva mi sarebbe più che mai utile.

Perciò, dopo questo aggiornamento doveroso, la mia speranza è di poter riprendere, quanto prima, a pubblicare i miei post "classici", anche perchè so quanto bene mi abbia fatto e faccia scriverli, e allora se riuscirò a farlo vorrà dire che, attorno a me, sarà tornato, finalmente, un po' di sereno.
E' quello che voglio fare, veramente.

Alla prossima :)

giovedì 11 maggio 2017

Post

Sarà un post diverso dal solito, questo.
Nessun titolo, nessuna foto, niente canzone finale perchè, davvero, è un momento talmente pazzesco (in negativo) che non avrebbero alcun senso. Che poi, ultimamente, "senso" nelle cose, nella vita, soprattutto in determinati accadimenti mi è estramamente difficile trovarne.
Va male e, per una volta, non faccio niente per nasconderlo, utilizzo insomma questo spazio per esternare uno sfogo, senza comunque voler dir troppo, pur se potrei e molti di voi sicuramente non crederebbero che sia possibile una serie di eventi funesti come quelli che sarei in grado di raccontare.
Perciò niente "think positive" com'è nel mio stile, nessuna romanticheria, oggi parliamo, semplicemente, di quanto può essere pesante (e ingiusta, lo dico senza mezzi termini) la vita con le persone, di quanto si possa accanire in molteplici modi e forme su di noi, e di quanto tutto questo, lentamente, ci "avveleni" dentro. Perchè si, vivere nella paura, nel timore di ricevere quella telefonata che non vorresti mai ricevere sobbalzando ogni qualvolta suona il telefono, nell'agitazione che durante la notte qualcuno possa avere vitale bisogno di te e, quindi, tu debba essere lucido, presente, pronto per lui... è qualcosa che ti entra nella pelle, ti si attacca e non ti molla più.
E allora non dormi che poche ore a notte, tenendo le orecchie tese ed i vestiti pronti per correre via in direzione del più vicino ospedale, quello dove in 15 giorni esatti hai passato, senza esagerare, centinaia di ore, quello al cui Pronto Soccorso ti sei scapicollato già in tre occasioni, vedendo al suo interno in quelle lunghe, infinite ore d'attesa di una semplice buona notizia scene ai limiti tra la tragedia e lo strazio, tra il dolore e l'orrore.
Fino a due settimane fa non avevo idea di cosa potesse succedere lì dentro, le emergenze, la disperazione, il degrado, la noncuranza... francamente trovo impensabile, per me almeno, poter anche solo pensare di lavorare in questi luoghi, e immagino che chi riesce/vuole/è costretto, a seconda dei casi, a farlo, ne debba quasi essere "assuefatto" per poter andare avanti.
Parlo di tutto questo adesso, nell'esatto momento in cui un treno avrebbe dovuto portarmi dove tanto avrei voluto essere, per festeggiare un compleanno, il mio, che arriverà a giorni e che invce, ovviamente, non sarà affatto festeggiato: ma questo alla fine è davvero il minimo, anche perchè non me ne è mai importato nulla del mio compleanno e, anzi, vi confiderò che in generale mi ha sempre dato quasi "disagio" la celebrazione in se, le telefonate ecc... Ecco perchè avevo scelto, quest'anno, di passarlo con chi più desidero avere vicino, sarebbe sicuramente stato speciale, di certo più bello di ogni altro semplicemente per questa presenza al mio fianco.
Ma non sarà così, in questo stato di cose, con un'infinita tristezza nel cuore ho disfatto la mia valiga e, in questo preciso momento, dovrei cercare di riposarmi un pò visto che ho trascorso, nell'ordine, dalla mezzanotte alle 3 e 40 del mattino di due giorni fa e, come se non bastasse, dalle 4 e 30 a... mezzogiorno circa di oggi in una sala d'attesa di un Pronto Soccorso, senza ricevere conforto, informazioni, in preda alle paure e ai pensieri più neri, anche se poi "esternamente" bisogna essere forti per altri e non lo si da a vedere. Ma, alla lunga, tutti crollano, anche le rocce si sfaldano, si consumano. Ed io, dentro, sento un po' questa sensazione, anche se poi giusto poco fa mi è stato detto di essere bravissimo a gestire la situazione con lucidità da due settimane e a sostenere sia chi è dentro che chi è fuori l'ospedale.
Perciò resistiamo, anche perchè sto scrivendo in una mini pausa prima di tornare lì e... aspettare, vedere, sperare, magari capire... e quindi ho anche poco tempo per buttarmi giù, almeno adesso.
Quel che è certo è che non è possibile che un uomo meraviglioso, che mi ha insegnato gran parte di quello che so, che mi ha cresciuto come fossi suo figlio anche se la biologia dice altro (ma i sentimenti sono SEMPRE più forti della scienza, dei geni, di tutto!), debba soffrire in questo modo atroce. Non è possibile che il fratello di quest'uomo, alla notizia, per venire di corsa al suo capezzale si fratturi una gamba cadendo dalle scale. Non è possibile che un altro uomo, anzianissimo lui, a me caro stia nel frattempo, per un male indecente ed infame, perdendo vertiginosamente peso, soffrendo dolori indicibili e, di fatto, vedendosi strappare la vita in un modo che... a ragionarci sopra, pur sforzandoti, non puoi pensare sia il "volere di qualcuno".
Non può esserlo, e se lo fosse beh... beh... beh!...

Insomma, va così, poi credetemi, mi dispiace tantissimo aver scritto questo post ma mi sento "scoppiare" dentro e così... ho accolto il consiglio di chi, tempo addietro quando avevo fatto presente quello che stavo passando, mi aveva suggerito di provare a vedere il blog come una valvola di sfogo.
Non l'ho fatto prima perchè, tutto sommato, quel che accadeva in precedenza, nella sua drammaticità, è nulla rispetto alle ultime due settimane e, in particolare, agli ultimi tre giorni. Ciò che avviene adesso è... un abominio, ti taglia davvero le gambe, è come un pugno in faccia, poi allo stomaco e poi di nuovo in pieno volto, con l'aggravante che non puoi nemmeno cadere in terra, visto che se lo facessi mancherebbe il fondamentale sostegno a chi non deve, non può cadere.
Vorrei essere altrove ma DEVO essere necessariamente qui, a fare un po' del tantissimo che c'è da fare, a sperare di ricevere, tra pochi minuti (il tempo di uscire e recarmi lì), qualche notizia anche solo un minimo confortante, o almeno non drammatica.
Tutto questo, poi, provando per la prima volta nella mia vita la paura del domani... ed è spaventoso, è incredibilmente disarmante realizzare che non hai la minima idea di cosa può accaderti fra un solo giorno, a distanza di poche ore, convivere con questo terrore da "buco nero" che incombe sul futuro più prossimo, e non ti permette di pensare ad altro, nè ti fa intravedere una qualche uscita.
E' davvero difficile e non lo auguro a nessuno, nemmeno al peggior nemico che non ho, perchè ho sempre pensato non valesse la pena farsene.
E a tal proposito anzi, senza credere minimamente di essere depositario di chissà quale grande saggezza o di aver titolo per dispensare consigli illuminanti, chiudo condividendo un pensiero fatto qualche ora fa in quel posto orrendo: vivete bene la vostra vita, amate le persone che avete a cuore e DITEGLIELO, e poi dateglielo questo amore, non vi perdete nelle sciocchezze, non litigate, non nutrite odio, rabbia, rancore... pensate soltanto a star bene voi e a far stare bene i vostri cari, godendovi ogni singolo attimo, ogni momento, sfruttando tutte le occasioni e cogliendo al volo le opportunità per essere felici.
Che la felicità è merce rara, preziosissima, al pari del tempo, che non può essere sprecato per le cose futili o proprio del tutto inutili, anche perchè poi... non te lo ridà indietro nessuno.

Alla prossima, scusatemi.

lunedì 10 aprile 2017

" ... E forte un brivido sfiora la pelle ..."

Ciao a tutti.
Ritorno a scrivere un post, oltre che per salutarvi, per informarvi che, mentre parallelamente tutto è rimasto "immoto" (che può essere da una parte un bene, dall'altra meno), nel frattempo ho terminato di preparare la prima stesura della sceneggiatura del mio cortometraggio.
Ora, fermo restando che non ho l'aspettativa che possa portarmi soldi, riconoscimenti o scatti di carriera, mi rimane comunque intanto la soddisfazione di essermi finalmente preso il rischio di farlo, e di aver quindi provato la gioia di aver portato a termine qualcosa che da tempo desideravo fare e l’emozione di averla creata.
D’altronde si ama davvero qualcosa, o qualcuno, quando ti metti in gioco per lei/lui, quando "fai" concretamente: non c’è amore se non lo dai, se non lo dici, se non lo canti, se non lo mostri, se non rischi.
Adesso quindi tutti i miei pensieri sono rivolti ad un evento che avverrà (per fortuna!) molto molto presto: l'abbraccio che non vedo l'ora di dare alla persona per me più speciale.
Non sono ancora lì ma già lo vedo: sarà un lungo abbraccio senza proferir parole, che sembrerà dirle "fermati, stai qua, adesso abbiamo da fare".
Un momento senza fine, lungo il tempo infinitesimale del gusto, dell’attimo prima dell’attimo, mentre tutto quello che c'è attorno resta come in attesa.
E' in queste occasioni che si fanno, si "sentono", le differenze, quelle vere. Perchè ci sono delle grandi differenze nella vita, non tutte le cose sono uguali e certe non potranno proprio mai esserlo. Del resto, ogni cosa si può datare, ma alcune non si possono proprio spiegare.
In genere tengo raramente gli occhi chiusi, sono anzi uno che tende ad averli sempre ben aperti, ma sono sicuro che in quel momento ormai prossimo lo farò: per vedere il buio e poi la luce. Il buio è come un pozzo, quando ci finisci dentro ci puoi trovare di tutto. Ecco perchè, quando viene squarciato dalla luce, l'effetto è fortissimo, ed io ho proprio bisogno di provarlo quell'effetto lì.
Un abbraccio speciale per avvertire in tutta la sua forza, in questo momento dove per me è tremendamente importante "sentire" qualcosa di potentemente positivo, la definizione perfetta di cosa vuol dire essere al sicuro, al proprio posto nel mondo, appartenere a qualcosa che si è creato con tanto impegno ed amore.
Nel momento di quell'abbraccio, senza emettere alcun suono "urlerò" tutte queste esigenze: con gli occhi chiusi, mentre la controparte sarà magari lì che guarda tenendo i suoi ben aperti, scambiandoci quello che ognuno di noi ha dentro, nel profondo.
E, non so perchè, nell'immaginare tutto questo ho pensato al mare: il mare infatti è l’unico grande riferimento geografico, se sai dove si trova lui sai sempre dove sei tu. Lo si cerca quindi per collocarsi nello spazio, e quando non lo si vede ci si sente automaticamente meno sicuri. Ecco, ho pensato che il mare sia, in fondo, una questione di fiducia, un po' come l’amore. Perchè pensateci, quando lanciate un pallone nel mare, lui alla fine ve lo riporta sempre. Quel che gli dai lo ricevi in cambio.
Mi piace allora applicare un pensiero del genere all'amore. È come fondare un orizzonte, come un darsi per sempre a qualcosa e a qualcuno. Se si riesce a trovare questo in un rapporto è davvero grandioso, e più che un valore diventa una garanzia: di felicità, di futuro. Diventa qualcosa con cui puoi costruire le fondamenta della tua casa, per quanto è solido.
Mi sento perciò fortunato ad averlo questo mare, questo riferimento, questa certezza. Nel mio caso specifico è piccola (di statura, non come certezza), esile, timida, un tempo era bionda oggi invece castana, ma sempre con "tracce" di quel biondo. Ha due occhi grandi che ti danno retta quando capiscono che c’è qualcosa da capire, o qualcosa per cui vale la pena starti a sentire. E cerca di farsi spazio nel mondo non accorgendosi però, ancora, che con la sua testa e le sue qualità il mondo ce l'ha già ai piedi.
Insomma, ho tutto ma in questo momento mi manca quel tutto. Per fortuna però quell'abbraccio è ormai vicinissimo, pronto a sbocciare come un piccolo germoglio, mentre un brusìo suggerisce alle orecchie e al cuore le parole giuste da dire ma che, come detto, non servirà far uscire.


Alla prossima :)

martedì 21 marzo 2017

Colpi Bassi

Ciao a tutti. Mi ritrovo a scrivere nuovamente dopo oltre un mese, non è un qualcosa cui sono abituato e, infatti, me ne rammarico non poco. Purtroppo però esistono cose più grandi di noi, senz'altro di me, e ammetto che, questa volta, scrivere l'ennesimo post "positivo" di autoconvincimento come, ultimamente, ho spesso fatto, non mi è proprio riuscito. Ho tentato ma niente da fare.
Questo perchè, appunto, pur essendo quello il mio modo di essere, di fare e di affrontare le cose, e pur credendoci veramente eh, ci sono situazioni, momenti, che vanno "oltre", che riescono a fiaccare anche la più sentita delle buone intenzioni, la più ottimista delle persone.
Senza scendere nel merito, è un periodo molto difficile per delle persone a me vicinissime, purtoppo più di una, come se una perfetta "legge di Murphy" si fosse presentata all'improvviso facendo andare nel verso sbagliato più situazioni possibili. E visto che non si tratta di me ma di altri, di affetti e figure importantissime, direi fondamentali, nella mia vita, trovare un modo per gestirle, per non lasciarsi condizionare, è davvero difficile.
Mi ci trovo dentro e quindi le vivo perchè altro non posso fare, non mi è possibile tirarmene fuori nè tenerle lontane dai miei pensieri, così le affronto al meglio che posso anche per le persone che le stanno subendo in prima persona, per dar loro man forte visto che, più che mai, adesso questo a loro serve. Di rimando capirete però che ovviamente è complicato per me, qui nel mio spazio, venire a parlare come se nulla fosse, scrivere i miei post pieni di positività come ho sempre fatto. Perchè stavolta "ballano" cose troppo importanti, e allora esce fuori quell'istinto di conservazione credo normale, umano: se per le cose belle sono sempre il primo a voler condividere, in questo caso... preferisco la riservatezza. O comunque, sapendo che non riuscirei ad escludere quello che vivo in negativo dal mio modo di scrivere estremamente positivo... mi trovo in una condizione di blocco.
Per questo motivo, visto che tutto ciò va avanti da circa un paio di mesi buoni, ho preferito non proseguire con una serie di post incentrati sullo stesso concetto e tema, anche se poi scriverli mi è stato utile, mi è servito per andare un pochino più avanti di volta in volta, ma alla lunga... ho capito che non era il caso di continuare in quella direzione, o meglio, lo ho "sentito".
Perciò mi scuso con voi se ultimamente sono mancato qui e nei vostri spazi, sappiate solo che è successo per cause più grandi di me, e che il non esserci è stato, ed è, per me davvero un dispiacere, visto quanto ho sempre amato dedicarmi a questo spazio, interagendo con tutti voi e accrescendo così, post dopo post, stima vera, assolutamente autentica, nei vostri confronti.

Non posso quindi dirvi che ri-scriverò a breve, di certo però spero di farlo, augurandomi che quello che sta accadendo attorno a me si possa un po' ricomporre lasciandomi il tempo e la serenità necessari per poter fare le cose che ho sempre fatto e che mi piacciono, e che ultimamente ho dovuto trascurare per affrontare questa situazione.
Certo, per onestà vi dico che non la vedo così probabile questa "condizione", in ogni caso ci tenevo a fare un attimo il punto, anche nel rispetto di chi, ultimamente, mi ha lasciato messaggi a post precedenti per chidermi se tutto andasse bene. Purtroppo non ci va, almeno non per me, ma vista la vicinanza tra me e queste persone il tutto ricade comunque nelle mie giornate, nei miei pensieri e nella mia serenità, in un periodo poi dove, per assurdo, parallelamente sono immerso in diversi progetti lavorativi impegnativi come realizzare un videoclip per un giovane cantante, terminare la sceneggiatura di un lungometraggio da me ideato, girare un web-documentario potenzialmente proponibile alle principali piattaforme del settore... insomma, ammesso che ce ne sia poi uno eh, era di certo il momento meno adatto per vivere tutto questo. E senza dubbio mai prima, nella mia vita, ho vissuto qualcosa del genere.
Ma detto questo ok, schiena dritta e sguardo comunque alto, proviamo a reagire perchè è l'unica cosa sensata da fare. E allora per quanto riguarda gli impegni che devo portare avanti mi rimboccherò le maniche cercando di far tutto, anche perchè il mio futuro "sento" passerà moltissimo per l'esito di questi lavori e quindi è necessario fare e dare il massimo, per non avere poi rimpianti.
Ovviamente se le cose "attorno" andassero meglio mi aiuterebbe non poco, ma non può essere così adesso perciò, assodato questo, non voglio sprofondare, non posso, e probabilmente non devo. Per me e non soltanto.
Poi... lo vedremo poi.


Alla prossima